Lenti progressive per computer, guida e lettura: cosa sapere

Le lenti progressive permettono di vedere a diverse distanze con un unico paio di occhiali, accompagnando lo sguardo dalla visione da lontano a quella intermedia fino al vicino. Nella vita quotidiana, però, non utilizziamo tutte queste distanze nello stesso modo: lavorare molte ore al computer, guidare, leggere un libro o controllare lo smartphone richiedono campi visivi, posture e movimenti differenti. Per questo la scelta di una lente progressiva non dovrebbe dipendere soltanto dalla gradazione, ma anche dalle abitudini visive della persona, dal tipo di attività svolta e dal tempo trascorso alle diverse distanze.
Lenti progressive e computer: perché la visione intermedia è importante
Quando lavoriamo davanti a un computer, utilizziamo soprattutto la visione intermedia, generalmente a una distanza maggiore rispetto a quella impiegata per leggere un libro o guardare lo smartphone. È proprio questa zona a diventare particolarmente importante per chi trascorre molte ore davanti a uno o più monitor.
In una lente progressiva il passaggio tra lontano, intermedio e vicino avviene attraverso aree ottiche differenti. Il design della lente determina quindi l'ampiezza dei campi visivi utilizzabili e la distribuzione delle zone laterali caratterizzate da maggiori aberrazioni.
Una lente progressiva evoluta e correttamente personalizzata può offrire un campo intermedio più funzionale rispetto a una soluzione standard. Tuttavia, quando il computer rappresenta l'attività principale per molte ore consecutive, può essere opportuno valutare anche una soluzione specifica.
Quando scegliere le lenti occupazionali per lavorare al PC
Le lenti occupazionali, chiamate anche office, degressive o a profondità di campo, sono progettate principalmente per il vicino e le distanze intermedie. Ottica Giorgetti propone lenti office individuali ottimizzate indicativamente per distanze di lavoro comprese tra circa 40 centimetri e 2 metri, personalizzabili considerando anche distanza di lettura, altezza dello schermo e postura davanti al monitor.
Rispetto a una lente progressiva destinata all'uso quotidiano, l'occupazionale può dedicare una superficie maggiore alla visione del monitor e della scrivania proprio perché non deve gestire contemporaneamente anche la visione da lontano.
Questo può essere particolarmente interessante per professionisti che lavorano molte ore davanti agli schermi, utilizzano più monitor oppure devono alternare continuamente documenti, tastiera e computer.
Esiste però un limite importante: le lenti occupazionali non sono progettate come soluzione per la visione da lontano e per la guida. Per questo possono rappresentare un secondo occhiale specifico da affiancare alle progressive utilizzate nella vita quotidiana.
Lenti progressive per guidare: cosa cambia
Durante la guida le esigenze visive sono differenti. È necessario osservare la strada a distanza, controllare gli specchietti, leggere la strumentazione e passare rapidamente da una distanza all'altra.
In questo contesto assume particolare importanza il modo in cui la lente distribuisce la zona per lontano e quella intermedia, oltre alla gestione delle aree periferiche. Una lente progressiva ben scelta deve permettere al portatore di utilizzare in modo naturale le diverse zone ottiche, considerando anche la montatura e la posizione effettiva degli occhiali sul viso.
Non significa che esista una lente universalmente migliore per guidare: esigenze, prescrizione, postura, montatura e abitudini personali possono modificare significativamente la scelta.
Lettura e smartphone: la zona da vicino non è sempre la stessa
Leggere un libro, osservare lo smartphone e lavorare su un documento non significa necessariamente utilizzare la stessa distanza. Anche pochi centimetri possono modificare la posizione dello sguardo attraverso la lente.
Per questo, nella scelta delle progressive, è utile considerare come viene realmente utilizzata la visione da vicino. Una persona che legge frequentemente può avere esigenze diverse rispetto a chi utilizza soprattutto smartphone e tablet o alterna continuamente schermi e interlocutori.
La personalizzazione della lente può quindi tenere conto non soltanto della prescrizione, ma anche delle caratteristiche della montatura e dei parametri individuali necessari al corretto posizionamento delle zone ottiche.
Progressive o occupazionali: quale scegliere?
Le due soluzioni non devono necessariamente essere considerate alternative.
Le lenti progressive sono indicate quando si desidera un unico occhiale versatile per affrontare le diverse attività della giornata, dalla guida alla lettura. Le lenti occupazionali, invece, concentrano maggiormente le prestazioni sulle distanze tipiche dell'ambiente di lavoro e possono offrire campi più ampi per monitor, documenti e attività da vicino. Sul proprio sito Ottica Giorgetti descrive infatti le lenti office individuali come soluzioni ottimizzate per vicino e intermedio, con progettazione basata anche sulla distanza di lettura e sull'altezza dello schermo.
Per alcune persone può quindi essere funzionale utilizzare progressive durante la giornata e un secondo occhiale occupazionale durante le ore trascorse alla postazione di lavoro.
La scelta parte dalle tue abitudini, non soltanto dalla gradazione
Due persone con una prescrizione simile possono avere necessità completamente differenti. Chi guida molte ore, chi lavora con tre monitor, chi legge frequentemente e chi utilizza prevalentemente smartphone e tablet sottopone il sistema visivo a condizioni diverse.
Per questo la scelta delle lenti progressive per computer, guida e lettura dovrebbe partire dall'analisi delle attività quotidiane e delle distanze maggiormente utilizzate. Anche montatura, centratura e parametri individuali contribuiscono al risultato finale.
L'obiettivo non è semplicemente scegliere una lente più evoluta, ma individuare una soluzione coerente con il modo in cui quella persona utilizza realmente la propria visione durante la giornata.




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